Lo spazio

Il complesso architettonico racchiude un'area storica della città, oggi pienamente restituita allo spazio urbano, che da un lato traccia una nuova via di comunicazione con il centro storico, di cui, a nord, è baluardo, dall'altro cuce memorie indelebili con il tessuto cittadino contemporaneo.

Nato nel 1513 come Monastero di Santa Maria Maddalena, poi di Sant’Orsola, fu trasformato nel 1700 prima in ospedale, poi in magazzino di salnitro, e infine in Manifattura Tabacchi.

Le prime tracce di un'attività legata alla lavorazione del tabacco risalgono al 1600. In primis fu “la fabbrica del tabacco”, poi, nel 1788, trovò collocazione presso il soppresso monastero dei Cappuccini di via Ganaceto con il nome di “Ferma ducale per l’Appalto dei tabacchi, acquavite e rosoli”. Di qui in poi le operaie furono definite, in dialetto, “paltadóri” (Appaltadore), proprio perché lavoravano nell’Appalto del tabacco. Un termine, quello delle paltadóri, che a Modena è ancora oggi diffusissimo perché moltissimi componenti delle famiglie modenesi hanno lavorato tra quelle mura vicino alla stazione.

Come si legge nel volume "Manifattura Tabacchi Modena. Fotografie di Daniele Poltronieri" (2009, edizioni L'Atelier) «La cospicua presenza femminile, richiesta ufficialmente per l'abile lavoro delle dita lunghe e sottili, le più adatte ad arrotolare sigari, in realtà era cercata e assunta per la silenziosa disponibilità a percepire salari decisamente inferiori rispetto a quelli degli uomini». Un contesto all'interno del quale presero vita una serie di battaglie sindacali che fecero prendere coscienza delle condizioni del duro lavoro e dello sfruttamento della manodopera umana.

Nel 1850 l’appalto passò dal Duca allo Stato e la fabbrica venne spostata nell’ex convento di San Marco. Venne subito dotata di una ruota a pale e di una macchina a vapore per la produzione di energia e in questo modo proseguì arrivando, nel 1898, a essere la maggiore realtà industriale modenese con quasi mille operaie (90% donne).

Nel 1902 l’edificio venne di nuovo ampliato e migliorato con nuovi impianti di illuminazione e ventilazione, infermeria, refettorio e un “asilo” ante litteram.

Nel 1921 la Manifattura aveva oltre 1500 dipendenti.

L’ultima costruzione prima della riqualificazione attuale con nuova struttura di Portoghesi è datata 1969 e la Manifattura continuò a produrre fino al 2002.

Dopo oltre 150 anni di attività, nel gennaio 2011 ha preso il via l'intervento di ristrutturazione dell'intero comparto che ha consentito di ripristinare un collegamento tra il centro storico, la stazione ferroviaria centrale e la parte nord di Modena e di restituire alla città un insieme di edifici che sono un esempio di architettura industriale riconosciuto e tutelato dalla Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici con vincoli archeologici e di tutela dei corpi sotterranei per la presenza di canali storici.

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